Quanto costa la tassa di soggiorno in Italia?
La tassa di soggiorno è comunale e varia da comune a comune: a Roma va da 3,00 euro a persona per notte in campeggio a 10,00 euro in un albergo a cinque stelle, con 6,00 euro per un tre stelle o una locazione breve. Si paga per un massimo di dieci pernottamenti consecutivi nella stessa struttura.
Risposta verificabile
La tassa di soggiorno è comunale e varia da comune a comune: a Roma va da 3,00 euro a persona per notte in campeggio a 10,00 euro in un albergo a cinque stelle, con 6,00 euro per un tre stelle o una locazione breve. Si paga per un massimo di dieci pernottamenti consecutivi nella stessa struttura.
- Quanto costa la tassa di soggiorno in Italia?
- 6 € / notte a persona
- 3 € – 10 €
- Italia, con tariffario documentato per Roma
- 24 luglio 2026
- Confidenza: Media
- Imposta comunale dovuta per ogni persona e per ogni notte di pernottamento; Applicazione fino a un massimo di dieci pernottamenti consecutivi nella stessa struttura; Riscossione da parte del gestore della struttura per conto del comune; Copertura di tutte le tipologie ricettive, alberghiere ed extralberghiere
- Prezzo della camera o dell'alloggio; Contributo di accesso di Venezia, che è un tributo distinto e non un'imposta di soggiorno; Eventuali costi di pulizia finale applicati dalle locazioni brevi; Commissioni delle piattaforme di prenotazione; Tributi turistici di altri Paesi, che seguono regole proprie
- Il comune di destinazione, che fissa autonomamente le proprie tariffe; La classificazione ufficiale della struttura: stelle per gli alberghi, categoria per l'extralberghiero; Il numero di persone, perché l'imposta si conta per testa e non per camera; Il numero di notti, fino al tetto stabilito dal regolamento comunale; Le esenzioni previste localmente, per età o per condizione dell'ospite
- 2 fonti
Risposta breve
La tassa di soggiorno non ha un importo nazionale: ogni comune fissa il proprio, entro una cornice stabilita per legge. Il risultato è che due viaggi identici in due città diverse possono differire di decine di euro su una voce che nessuna prenotazione mostra in anticipo.
La tassa di soggiorno è una delle poche spese di viaggio che quasi nessuno mette a budget, e non per distrazione: semplicemente non compare quasi mai nel prezzo che si vede al momento di prenotare. La si scopre al check-in, spesso in contanti, spesso con un imbarazzo reciproco fra ospite e struttura, che la incassa per conto del comune senza trattenerne nulla. L'imposta è stata introdotta dal decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, che ha dato ai comuni la facoltà di istituirla: la conseguenza è che non esiste una tariffa italiana, ma qualche migliaio di tariffe comunali diverse, ciascuna con le proprie fasce, le proprie esenzioni e il proprio numero massimo di notti tassabili. Per dare un numero verificabile invece di una media inventata, questa guida usa Roma Capitale come caso documentato riga per riga: è la destinazione turistica più visitata d'Italia, pubblica il proprio tariffario integrale ed è quindi controllabile da chiunque. Le cifre romane vanno lette per quello che sono — le tariffe di un comune, non una media nazionale — ma danno l'ordine di grandezza corretto di quanto pesa questa voce su un soggiorno reale.
Cosa è incluso
- Imposta comunale dovuta per ogni persona e per ogni notte di pernottamento
- Applicazione fino a un massimo di dieci pernottamenti consecutivi nella stessa struttura
- Riscossione da parte del gestore della struttura per conto del comune
- Copertura di tutte le tipologie ricettive, alberghiere ed extralberghiere
Cosa non è incluso
- Prezzo della camera o dell'alloggio
- Contributo di accesso di Venezia, che è un tributo distinto e non un'imposta di soggiorno
- Eventuali costi di pulizia finale applicati dalle locazioni brevi
- Commissioni delle piattaforme di prenotazione
- Tributi turistici di altri Paesi, che seguono regole proprie
Come si compone il prezzo
| Voce | Tipo | Frequenza | Tipico |
|---|---|---|---|
| Albergo a 3 stelle a RomaLa tariffa più rappresentativa del soggiorno turistico medio: 6,00 euro a persona per notte, per un massimo di dieci pernottamenti consecutivi nella stessa struttura. | Obbligatoria | una tantum | 6 € |
| Albergo a 5 stelle a RomaIl vertice del tariffario romano: 10,00 euro a persona per notte. Una coppia che soggiorna cinque notti in un cinque stelle paga cento euro di sola imposta, cifra che quasi nessuna prenotazione online mostra prima del check-in. | Opzionale | una tantum | 10 € |
| Locazione breve, B&B e alloggi per uso turisticoGli appartamenti prenotati sulle piattaforme non sono esenti: a Roma pagano 6,00 euro a persona per notte, la stessa tariffa di un albergo a tre stelle. Le case e appartamenti per vacanze di categoria 2 scendono a 5,00 euro. | Opzionale | una tantum | 6 € |
| Ostelli, rifugi montani ed escursionisticiLa fascia più bassa fra le strutture coperte, a 3,50 euro a persona per notte. Sotto c'è solo il campeggio, che a Roma paga 3,00 euro ma con un limite di cinque pernottamenti invece di dieci. | Opzionale | una tantum | 3,50 € |
Da cosa dipende il prezzo
- Il comune di destinazione, che fissa autonomamente le proprie tariffe
- La classificazione ufficiale della struttura: stelle per gli alberghi, categoria per l'extralberghiero
- Il numero di persone, perché l'imposta si conta per testa e non per camera
- Il numero di notti, fino al tetto stabilito dal regolamento comunale
- Le esenzioni previste localmente, per età o per condizione dell'ospite
Costi nascosti
- L'imposta quasi mai inclusa nel totale mostrato al momento della prenotazione: si scopre al check-in
- Il conteggio a persona e non a camera, che raddoppia l'importo per una coppia e lo quadruplica per una famiglia di quattro
- Il pagamento richiesto in contanti da molte strutture, che costringe a prelevare per una somma altrimenti irrilevante
- Il cambio di struttura durante lo stesso viaggio, che fa ripartire da zero il conteggio dei pernottamenti tassabili
- L'imposta dovuta anche sui bambini nei comuni che non prevedono un'esenzione per età
Tre scenari realistici
Scenario economico
21 €
Due persone per tre notti in un ostello a Roma: 3,50 euro a testa per notte, ventuno euro in tutto. È la fascia più bassa fra le strutture ricettive coperte dall'imposta, campeggi a parte.
Scenario tipico
48 €
Una coppia per quattro notti in un albergo a tre stelle o in un appartamento in locazione breve a Roma: sei euro a testa per notte, quarantotto euro complessivi che si pagano al check-in e che non comparivano nel prezzo prenotato.
Scenario premium
100 €
Due persone per cinque notti in un albergo a cinque stelle a Roma: dieci euro a testa per notte, cento euro di sola imposta di soggiorno, esclusi camera, colazione e qualunque altro servizio.
Come risparmiare
- Prima di prenotare, cerca il tariffario sul sito del comune di destinazione e non su quello della struttura: la tariffa dipende dalla classificazione ufficiale dell'alloggio, non da come si presenta l'annuncio.
- Su soggiorni lunghi verifica il numero massimo di pernottamenti tassabili: a Roma sono dieci, e dall'undicesima notte non è più dovuto nulla nella stessa struttura.
- Non spezzare un soggiorno lungo fra due strutture per abitudine: cambiare alloggio fa ripartire il conteggio delle notti tassabili e può costare più della differenza di prezzo fra le due sistemazioni.
- Se viaggi con bambini, chiedi in anticipo se il comune prevede esenzioni per età: sono frequenti ma non universali, e il conteggio è a persona.
- Metti l'imposta in budget prima della partenza e non a fine viaggio: per una famiglia di quattro persone su una settimana in un tre stelle a Roma sono oltre centosessanta euro, cioè quanto una notte in più.
Domande frequenti
Esiste una tassa di soggiorno unica per tutta l'Italia?
No. L'imposta è stata istituita dal decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, che ne ha dato facoltà ai comuni: ciascun comune decide se applicarla, con quali tariffe, con quali esenzioni e fino a quante notti. Il risultato è che non esiste un importo nazionale ma migliaia di regolamenti locali diversi, e che due soggiorni identici in due città diverse possono avere importi molto distanti. Per questo l'unico modo di sapere quanto pagherai è consultare il regolamento del comune di destinazione, non una tabella generica trovata online.
Quanto si paga di tassa di soggiorno a Roma?
Secondo il tariffario approvato con deliberazione della Giunta Capitolina n. 255 del 17 luglio 2023, in vigore dal 1° ottobre 2023, si va da 4,00 euro a persona per notte in un albergo a una stella a 10,00 euro in un cinque stelle, passando per 5,00 euro nei due stelle, 6,00 nei tre stelle e 7,50 nei quattro stelle. Bed and breakfast, case per ferie, agriturismi, residenze turistiche alberghiere, alloggi per uso turistico e immobili in locazione breve pagano 6,00 euro. Ostelli e rifugi pagano 3,50 euro, i campeggi 3,00 euro.
La tassa di soggiorno si paga anche negli appartamenti prenotati online?
Sì. È uno degli equivoci più diffusi fra chi viaggia. A Roma gli immobili destinati alla locazione breve e gli alloggi per uso turistico pagano 6,00 euro a persona per notte, esattamente come un albergo a tre stelle, mentre le case e appartamenti per vacanze pagano 6,00 o 5,00 euro a seconda della categoria. Chi affitta è tenuto a riscuoterla e a riversarla al comune: se non compare nel totale della prenotazione non significa che non sia dovuta, significa soltanto che verrà chiesta all'arrivo.
Per quante notti si paga la tassa di soggiorno?
Dipende dal regolamento comunale. A Roma l'imposta si applica per un massimo di dieci pernottamenti consecutivi nella stessa struttura: dall'undicesima notte in poi non è più dovuta. Fanno eccezione i campeggi e le aree attrezzate per la sosta temporanea, dove il limite scende a cinque pernottamenti. Attenzione al dettaglio più costoso: il tetto vale per struttura, non per viaggio. Chi cambia alloggio a metà soggiorno fa ripartire il conteggio da capo e può pagare più notti tassate di chi resta nello stesso posto.
Chi è esente dalla tassa di soggiorno?
Le esenzioni sono stabilite dal regolamento di ciascun comune e non sono uniformi in Italia. Le più frequenti riguardano i bambini sotto una certa età, i residenti nel comune, gli accompagnatori di persone ricoverate, il personale di alcune categorie in servizio e gli autisti di pullman o le guide turistiche al seguito di gruppi. Poiché l'elenco cambia da città a città, l'unico modo corretto di verificarlo è leggere il regolamento del comune di destinazione: dare per scontata un'esenzione vista altrove è il modo più comune di trovarsi un importo inatteso al check-in.
La tassa di soggiorno è la stessa cosa del contributo di accesso di Venezia?
No, sono due tributi distinti con presupposti diversi. L'imposta di soggiorno si paga per ogni notte di pernottamento in una struttura ricettiva, quindi riguarda chi dorme in città. Il contributo di accesso di Venezia riguarda invece chi entra nella città storica in determinate giornate senza pernottarvi, cioè esattamente i visitatori che l'imposta di soggiorno non intercetta. Chi pernotta a Venezia paga l'imposta di soggiorno e non il contributo di accesso: i due tributi sono pensati per non sovrapporsi.
Fonti e metodologia
Come abbiamo calcolato
Abbiamo scelto di non pubblicare una media nazionale, perché non esiste una base dati ufficiale che raccolga le delibere di tutti i comuni italiani, e una media costruita su un campione di città sarebbe stata una cifra dall'aria precisa e dal contenuto arbitrario. Al suo posto pubblichiamo il tariffario integrale di un comune verificabile: Roma Capitale, ricavato dal documento tariffario allegato alla deliberazione della Giunta Capitolina n. 255 del 17 luglio 2023, in vigore dal 1° ottobre 2023. Da quel documento provengono tutte le cifre citate, compreso il limite di dieci pernottamenti e la sua riduzione a cinque per i campeggi. La base normativa dell'imposta e gli atti che la disciplinano sono stati presi dalla scheda di servizio del Comune. La fascia che dichiariamo — da 3,00 a 10,00 euro — è quindi la fascia romana, e la confidenza è Media proprio perché il quesito è nazionale mentre la documentazione è comunale.
Perché questa confidenza
Confidenza media, e la ragione è nella distanza fra la domanda e la fonte. Le cifre pubblicate sono di prima mano e verificabili al centesimo, perché vengono dal tariffario ufficiale di Roma Capitale e dagli atti che lo hanno approvato: su Roma la confidenza sarebbe alta. La domanda però è nazionale, e in Italia non esiste un registro ufficiale che raccolga le tariffe di tutti i comuni che hanno istituito l'imposta. Presentiamo quindi la fascia romana come un caso documentato e rappresentativo, non come una media italiana, e la confidenza riflette esattamente questo scarto. Chi cerca l'importo esatto per un'altra città deve consultare il regolamento di quel comune.
Tabella ufficiale completa delle tariffe per tipologia di struttura e numero massimo di pernottamenti
Roma Capitale · Fonte pubblica · Verificato il 24 luglio 2026
Allegato tariffario del Comune, non una sintesi giornalistica: riporta riga per riga gli importi da 3,00 a 10,00 euro a persona per notte e il limite di dieci pernottamenti, ridotto a cinque per campeggi e aree attrezzate per la sosta temporanea. Estratto dal PDF pubblicato dall'amministrazione.
Autorevolezza5/5
Base normativa dell'imposta e atti che ne fissano regolamento e tariffe
Contributo di soggiorno — descrizione del servizio (si apre in una nuova scheda)
Roma Capitale · Fonte pubblica · Verificato il 24 luglio 2026
Da qui provengono il riferimento al decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78 che istituisce l'imposta, il regolamento comunale approvato con deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 87 del 3 novembre 2022 e la deliberazione di Giunta n. 255 del 17 luglio 2023 che ha fissato le tariffe applicate. Serve a mostrare che l'importo non nasce da una scelta commerciale della struttura.
Autorevolezza5/5
Cronologia delle revisioni
Prima pubblicazione il 24 luglio 2026 con il tariffario integrale di Roma Capitale in vigore dal 1° ottobre 2023, tratto dal documento pubblicato dall'amministrazione e non da fonti secondarie.
- 24 luglio 2026
- 24 luglio 2026
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