Quanto Costa Davvero

Quanto costa aprire una partita IVA?

Aprire una partita IVA in Italia è gratuito: la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate non costa nulla. Il costo reale arriva dopo ed è ricorrente: il commercialista costa in media 400-1.500 euro l'anno e i contributi previdenziali pesano dal 26,07% del reddito in Gestione separata fino a minimi fissi di circa 4.200 euro l'anno per artigiani e commercianti.

Risposta verificabile

Aprire una partita IVA in Italia è gratuito: la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate non costa nulla. Il costo reale arriva dopo ed è ricorrente: il commercialista costa in media 400-1.500 euro l'anno e i contributi previdenziali pesano dal 26,07% del reddito in Gestione separata fino a minimi fissi di circa 4.200 euro l'anno per artigiani e commercianti.

Quanto costa aprire una partita IVA?
1.200 € / anno
0 € – 5.000 €
Italia
23 luglio 2026
Confidenza: Media
Apertura gratuità della partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate; Iscrizione alla Gestione separata INPS o alla gestione artigiani e commercianti; Attribuzione del numero e del codice ATECO dell'attività
Onorario del commercialista, facoltativo ma quasi sempre presente; Contributi previdenziali, proporzionali al reddito o con minimo fisso; Imposta sostitutiva sul reddito (5% o 15% nel forfettario), che è una tassa sugli utili; Iscrizione alla Camera di Commercio e diritto annuale per le attività d'impresa
Il tipo di gestione previdenziale: Gestione separata, artigiani/commercianti o cassa professionale; Se ti affidi a un commercialista tradizionale o a un servizio online; Il tuo reddito, su cui si calcolano contributi e imposta; Se l'attività è d'impresa (con Camera di Commercio) o di lavoro autonomo
3 fonti

Prezzo ufficiale e costo reale

Prezzo ufficiale

0 €

/ anno

Differenza+1.200 € (+0%)

Costo reale

1.200 €

500 € – 5.000 €

Il prezzo ufficiale di apertura è zero, ed è vero: nessuno paga nulla per ottenere il numero di partita IVA. Ma è anche l'informazione meno utile, perché il costo di una partita IVA non è l'apertura, è il mantenimento. Fra commercialista e contributi previdenziali, il costo annuo reale di un forfettario si colloca tipicamente intorno ai 1.200 euro, e per artigiani e commercianti i soli contributi minimi possono superare i 4.000 euro l'anno anche senza incassare nulla. La differenza fra lo zero pubblicizzato e queste cifre è esattamente ciò che rovina i conti di chi apre una partita IVA guardando solo al costo di apertura.

Risposta breve

Il prezzo di apertura è zero; quello che conta è il costo annuo di mantenimento, fatto di consulenza e contributi, che quasi nessuno considera prima di iniziare.

La partita IVA è il caso da manuale della differenza fra prezzo ufficiale e costo reale, ed è per questo che merita attenzione. Aprirla non costa niente: la dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate e l'attribuzione del numero sono gratuite, e chi cerca online quanto costa aprire una partita IVA spesso si ferma qui, rassicurato dallo zero. Ma quello zero è la voce meno importante. Il costo vero di una partita IVA è ricorrente e comincia il mese successivo: il commercialista che tiene la contabilità, i contributi previdenziali dovuti all'INPS o alla cassa di categoria, l'imposta sostitutiva sul reddito. Sono queste voci, non l'apertura, a determinare se un'attività sta in piedi. Questa guida mette lo zero dell'apertura accanto al costo annuo reale, perché è la confusione fra i due a far saltare i conti di chi inizia.

Cosa è incluso

  • Apertura gratuità della partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate
  • Iscrizione alla Gestione separata INPS o alla gestione artigiani e commercianti
  • Attribuzione del numero e del codice ATECO dell'attività

Cosa non è incluso

  • Onorario del commercialista, facoltativo ma quasi sempre presente
  • Contributi previdenziali, proporzionali al reddito o con minimo fisso
  • Imposta sostitutiva sul reddito (5% o 15% nel forfettario), che è una tassa sugli utili
  • Iscrizione alla Camera di Commercio e diritto annuale per le attività d'impresa

Come si compone il prezzo

Come si compone il prezzo: Aprire una partita IVA
Apertura della partita IVALa dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate e l'attribuzione del numero sono gratuite. È il prezzo ufficiale: zero.Obbligatoriauna tantum0 €
CommercialistaL'onorario annuo per la gestione contabile e fiscale di un forfettario. Facoltativo in teoria, di fatto quasi sempre presente. È la voce più variabile del conto.Opzionaleall'anno400 €400 €1.500 €
Contributi previdenzialiPer i professionisti senza cassa, la Gestione separata INPS applica il 26,07% sul reddito: non c'è minimo fisso, si paga in proporzione. Artigiani e commercianti hanno invece contributi minimi fissi intorno ai 4.200 euro l'anno, dovuti anche a fatturato zero.Opzionaleall'anno0 €0 €4.200 €

Da cosa dipende il prezzo

  • Il tipo di gestione previdenziale: Gestione separata, artigiani/commercianti o cassa professionale
  • Se ti affidi a un commercialista tradizionale o a un servizio online
  • Il tuo reddito, su cui si calcolano contributi e imposta
  • Se l'attività è d'impresa (con Camera di Commercio) o di lavoro autonomo

Costi nascosti

  • Per artigiani e commercianti i contributi minimi si pagano anche a fatturato zero
  • Il primo anno spesso si pagano contributi su un reddito stimato, con conguaglio successivo
  • La chiusura della partita IVA inattiva ha adempimenti e, se dimenticata, sanzioni
  • Software di fatturazione elettronica e PEC, obbligatoria per molte attività

Tre scenari realistici

Scenario economico

500 €

Professionista in Gestione separata appena avviato, contabilità gestita con un servizio online economico, reddito basso e contributi proporzionalmente contenuti.

Scenario tipico

1.200 €

Forfettario con commercialista tradizionale a onorario medio e contributi in linea con un reddito da avvio consolidato. È il caso in cui si riconosce la maggior parte dei nuovi forfettari.

Scenario impresa

5.000 €

Attivita d'impresa iscritta alla Camera di Commercio, con gestione artigiani o commercianti, contributi minimi fissi, diritto camerale e consulenza più strutturata.

Come risparmiare

  1. Se sei un professionista senza cassa e appena avviato, la Gestione separata non ha minimi fissi: paghi i contributi solo in proporzione a quello che incassi.
  2. Artigiani e commercianti forfettari possono chiedere all'INPS la riduzione del 35% sui contributi minimi: va richiesta esplicitamente, non è automatica.
  3. Confronta più commercialisti o servizi online di contabilità per forfettari: la fascia di prezzo è ampia e la gestione forfettaria è semplice.
  4. Non aprire la partita IVA prima di averne bisogno: per le prestazioni davvero occasionali sotto certe soglie può non servire, e ogni anno di partita IVA aperta costa contributi e consulenza.

Domande frequenti

Aprire la partita IVA è davvero gratis?

Sì. La dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate e l'attribuzione del numero di partita IVA non hanno alcun costo. Chi ti chiede un compenso per aprirla ti sta vendendo assistenza, non un obbligo: la puoi aprire da solo. Il punto è che l'apertura gratuità è la parte meno rilevante del costo complessivo, che è fatto di consulenza e contributi ricorrenti.

Quanto costa mantenere una partita IVA all'anno?

Dipende molto dalla gestione. Per un forfettario professionista il costo tipico si aggira sui 1.200 euro l'anno fra commercialista e contributi, ma può scendere sotto i 500 per chi usa servizi online e ha redditi bassi in Gestione separata. Per artigiani e commercianti i soli contributi minimi fissi superano i 4.000 euro l'anno, dovuti anche a fatturato zero: è la voce che sorprende di più.

Devo per forza avere un commercialista?

Non è un obbligo di legge, ma nel forfettario è quasi sempre la scelta più sensata: la gestione è semplificata e i servizi online di contabilità per forfettari costano poco. Fare tutto da soli è possibile ma espone a errori che costano più del risparmio. È l'unica voce facoltativa importante del conto, ed è anche la più variabile.

I contributi si pagano anche se non fatturo?

Dipende dalla gestione. In Gestione separata, tipica dei professionisti senza cassa, no: si pagano solo in proporzione a quello che si incassa. Per artigiani e commercianti, invece, i contributi minimi sono fissi e dovuti anche con fatturato zero, intorno ai 4.200 euro l'anno nel 2026. È la differenza più importante da capire prima di scegliere il tipo di attività.

Quanto costa chiudere la partita IVA?

La chiusura in sé è gratuità, come l'apertura, e si fa con una dichiarazione all'Agenzia delle Entrate. Il costo reale è non chiuderla: una partita IVA lasciata aperta e inattiva continua a generare adempimenti e, per artigiani e commercianti, contributi minimi. Se hai smesso l'attività, chiuderla per tempo evita costi che continuerebbero a maturare.

Fonti e metodologia

Come abbiamo calcolato

La gratuità dell'apertura è confermata dal portale dell'Agenzia delle Entrate. L'aliquota della Gestione separata (26,07% nel 2026 per i professionisti senza cassa) e i contributi minimi di artigiani e commercianti derivano dai riferimenti INPS. L'onorario del commercialista non è un importo amministrato — le tariffe professionali sono libere dal 2012 — quindi è espresso come fascia di mercato osservata su fonti di settore, non come dato ufficiale. Il conto non include l'imposta sostitutiva sul reddito (5% per i primi cinque anni, poi 15% nel forfettario), che è una tassa sugli utili e non un costo fisso di gestione.

Perché questa confidenza

Confidenza media: la gratuità dell'apertura e le aliquote contributive sono dati pubblici e certi, ma il costo reale complessivo dipende molto dal tipo di attività, dalla gestione previdenziale e dall'onorario del consulente, che è un prezzo di mercato libero. Per questo pubblichiamo una fascia ampia e non una cifra secca.

  1. L'apertura della partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate è gratuità

    Agenzia delle Entrate — Casa e attività: apertura della partita IVA (si apre in una nuova scheda)

    Agenzia delle Entrate · Fonte pubblica · Verificato il 23 luglio 2026

    Portale ufficiale consultato il 23 luglio 2026: la dichiarazione di inizio attività e l'attribuzione del numero di partita IVA non hanno costo. I costi reali derivano da consulenza e contributi, non dall'apertura in sé.

    Autorevolezza5/5

  2. Aliquota della Gestione separata al 26,07% per i professionisti senza cassa nel 2026

    INPS — Gestione separata: aliquote contributive (si apre in una nuova scheda)

    INPS · Fonte pubblica · Verificato il 23 luglio 2026

    Riferimento istituzionale per l'aliquota della Gestione separata INPS applicata ai professionisti privi di cassa, principale voce contributiva del forfettario professionale.

    Autorevolezza5/5

  3. Fasce di mercato per l'onorario del commercialista del forfettario, indicativamente 400-1.500 euro l'anno

    Partita IVA: costi fissi annuali 2026 (si apre in una nuova scheda)

    TurboTasse · Listino aziendale · Verificato il 23 luglio 2026

    Fonte di settore usata solo per la fascia dell'onorario di consulenza, che non è un importo amministrato. Le voci fiscali e contributive derivano dalle fonti pubbliche.

    Autorevolezza2/5

Leggi la metodologia

Cronologia delle revisioni

Prima pubblicazione il 23 luglio 2026, con la gratuità dell'apertura verificata sul portale dell'Agenzia delle Entrate e le aliquote contributive 2026 dai riferimenti INPS. Onorario del commercialista come fascia di mercato osservata.

23 luglio 2026
23 luglio 2026
23 ottobre 2026

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Verificato il lug 2026 · 1 fonte