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Quanto costa richiedere la cittadinanza italiana?

La domanda di cittadinanza italiana costa 250 euro di contributo più 16 euro di marca da bollo, ma chi deve certificare l'italiano al livello B1 aggiunge circa 100 euro di tassa d'esame, per un totale reale di circa 366 euro.

Risposta verificabile

La domanda di cittadinanza italiana costa 250 euro di contributo più 16 euro di marca da bollo, ma chi deve certificare l'italiano al livello B1 aggiunge circa 100 euro di tassa d'esame, per un totale reale di circa 366 euro.

Quanto costa richiedere la cittadinanza italiana?
366 € / pratica
266 € – 466 €
Italia
31 luglio 2026
Confidenza: Alta
Contributo di 250 euro versato al Ministero dell'Interno; Marca da bollo di 16 euro sull'istanza; Tassa dell'esame di italiano di livello B1, circa 100 euro presso una sede accreditata; Presentazione della domanda tramite il portale online del Ministero dell'Interno
Certificati di nascita e penali del Paese di origine; Traduzione giurata dei documenti stranieri; Legalizzazione o apostille dei documenti rilasciati all'estero; Spese di viaggio verso la sede d'esame o la prefettura; Assistenza di un legale o di un patronato, se scelta; Diritti consolari di 600 euro per la diversa pratica di riconoscimento per discendenza
Se devi certificare l'italiano al livello B1 o rientri in un caso di esonero; Se superi l'esame al primo tentativo o devi ripeterlo; Quanti documenti del Paese di origine servono, da tradurre e legalizzare; Se presenti la domanda in Italia alla prefettura o all'estero al consolato; Se la tua è una domanda di concessione oppure di riconoscimento per discendenza; Se ti affidi a un legale o a un patronato oppure presenti la pratica da solo
4 fonti

Prezzo ufficiale e costo reale

Prezzo ufficiale

250 €

/ pratica

Differenza+116 € (+46%)

Costo reale

366 €

266 € – 466 €

Il numero che lo Stato pubblica è 250 euro, il contributo previsto dall'articolo 9-bis della legge sulla cittadinanza. La cifra che esce davvero dal conto corrente parte da 266, perché al contributo si somma la marca da bollo di 16 euro sull'istanza, e arriva intorno ai 366 per la maggior parte dei richiedenti, perché dal 2018 la domanda va accompagnata da un attestato di conoscenza dell'italiano almeno al livello B1. Quell'attestato è il punto in cui il costo esce dal perimetro dello Stato: non lo rilascia il Ministero e non compare in nessun tariffario pubblico, lo rilasciano enti certificatori riconosciuti e presso una sede universitaria accreditata la tassa d'esame è di 100 euro. La differenza fra prezzo ufficiale e costo reale, quindi, non nasce da una commissione occulta ma dal fatto che un requisito introdotto per legge viene soddisfatto acquistando un servizio sul mercato. Chi non supera l'esame al primo tentativo lo paga due volte, perché il livello B1 cittadinanza non consente di recuperare le singole prove.

Risposta breve

Il tariffario dello Stato si ferma a 266 euro fra contributo e bollo, ma il requisito linguistico introdotto nel 2018 sposta il costo effettivo verso i 366 euro, e chi non passa l'esame al primo tentativo lo ripaga per intero.

La cittadinanza italiana è una delle poche pratiche in cui il costo obbligatorio è fissato per legge e nonostante questo quasi nessuno riesce a prevedere quanto spenderà. Il motivo è che i due importi pubblicati dalle prefetture — il contributo di 250 euro previsto dall'articolo 9-bis della legge 91 del 1992 e la marca da bollo di 16 euro sull'istanza — coprono solo la parte amministrativa. Dal 2018 la stessa riforma che ha reso obbligatorio il contributo ha introdotto anche l'obbligo di dimostrare la conoscenza dell'italiano almeno al livello B1, e quell'attestato non lo rilascia il Ministero: lo rilasciano gli enti certificatori riconosciuti, a pagamento, con una tassa d'esame che presso le sedi accreditate si aggira sui 100 euro. Il risultato è un costo reale che supera di oltre un terzo la somma esposta dagli uffici. Va poi tenuta distinta una procedura che porta lo stesso nome ma è un'altra cosa: chi non chiede la concessione della cittadinanza ma il riconoscimento di una cittadinanza già posseduta per discendenza, presentando domanda da maggiorenne all'estero, paga 600 euro di diritti consolari. Questa guida riguarda la prima strada, quella per residenza o per matrimonio.

Cosa è incluso

  • Contributo di 250 euro versato al Ministero dell'Interno
  • Marca da bollo di 16 euro sull'istanza
  • Tassa dell'esame di italiano di livello B1, circa 100 euro presso una sede accreditata
  • Presentazione della domanda tramite il portale online del Ministero dell'Interno

Cosa non è incluso

  • Certificati di nascita e penali del Paese di origine
  • Traduzione giurata dei documenti stranieri
  • Legalizzazione o apostille dei documenti rilasciati all'estero
  • Spese di viaggio verso la sede d'esame o la prefettura
  • Assistenza di un legale o di un patronato, se scelta
  • Diritti consolari di 600 euro per la diversa pratica di riconoscimento per discendenza

Come si compone il prezzo

Come si compone il prezzo: Richiedere la cittadinanza italiana
Contributo per la domanda di cittadinanzaPrevisto dall'articolo 9-bis della legge 91/1992 e reso obbligatorio dal decreto legge 113/2018. Si versa al Ministero dell'Interno prima di presentare l'istanza e la ricevuta resta valida un anno.Obbligatoriauna tantum250 €
Marca da bollo sull'istanzaI 16 euro dell'imposta di bollo ordinaria sulle istanze alla pubblica amministrazione. Va indicata al momento della compilazione della domanda online.Obbligatoriauna tantum16 €
Esame di italiano di livello B1Tassa d'esame della certificazione CILS B1 Cittadinanza presso una sede accreditata. Non è dovuta da chi ha già un titolo di studio italiano o un accordo di integrazione che attesta il livello.Opzionaleuna tantum100 €
Ripetizione dell'esame B1Il livello B1 cittadinanza non è capitalizzabile: chi non supera anche una sola delle quattro prove ripete l'intero esame e ripaga l'intera tassa. È il costo che porta la pratica al massimo della fascia.Opzionaleuna tantum100 €
Procedura diversa: riconoscimento della cittadinanza per discendenzaChi chiede il riconoscimento della cittadinanza già posseduta per discendenza, da maggiorenne, paga 600 euro di diritti consolari. È una pratica distinta dalla concessione e non rientra nella fascia pubblicata.Opzionaleuna tantum600 €

Da cosa dipende il prezzo

  • Se devi certificare l'italiano al livello B1 o rientri in un caso di esonero
  • Se superi l'esame al primo tentativo o devi ripeterlo
  • Quanti documenti del Paese di origine servono, da tradurre e legalizzare
  • Se presenti la domanda in Italia alla prefettura o all'estero al consolato
  • Se la tua è una domanda di concessione oppure di riconoscimento per discendenza
  • Se ti affidi a un legale o a un patronato oppure presenti la pratica da solo

Costi nascosti

  • L'esame di italiano B1 non è capitalizzabile: chi fallisce anche una sola delle quattro prove ripaga l'intera tassa da 100 euro
  • La ricevuta del contributo vale un anno: se la pratica si blocca e la domanda va ripresentata oltre quel termine, i 250 euro si versano di nuovo
  • Ogni documento del Paese di origine va tradotto e legalizzato, e sono due costi separati che si moltiplicano per il numero di certificati richiesti
  • Le sessioni d'esame hanno posti limitati e finestre di iscrizione di pochi giorni: perderne una significa rinviare la domanda di mesi
  • Lo spostamento dell'esame a una sessione successiva ha un costo proprio, dichiarato dalle sedi accreditate

Tre scenari realistici

Scenario economico

266 €

Chi ha conseguito un titolo di studio in Italia ed è esonerato dal certificato linguistico paga solo il contributo di 250 euro e la marca da bollo da 16.

Scenario tipico

366 €

Un richiedente che vive in Italia da dieci anni sostiene l'esame CILS di livello B1 e lo supera al primo tentativo: 250 euro di contributo, 16 di bollo e 100 di tassa d'esame.

Scenario premium

466 €

Chi non supera una delle quattro prove dell'esame B1 ripete l'intera certificazione, perché il livello non è capitalizzabile, e paga una seconda tassa da 100 euro.

Come risparmiare

  1. Verifica se rientri fra chi è esonerato dall'esame: chi ha un titolo di studio conseguito in Italia o ha sottoscritto l'accordo di integrazione non deve certificare il B1 e risparmia 100 euro.
  2. Prepara e supera l'esame prima di versare il contributo: la ricevuta dei 250 euro vale un anno, quindi non conviene consumarne i mesi in attesa di una sessione.
  3. Iscriviti alla sessione d'esame il giorno di apertura delle iscrizioni: i posti per il livello B1 cittadinanza si esauriscono e rinviare costa tempo, non solo denaro.
  4. Raccogli i certificati esteri in un unico viaggio o tramite un solo consolato: traduzione e legalizzazione hanno costi fissi che si ripetono per ogni pratica separata.
  5. Controlla la scadenza dei certificati del Paese di origine prima di depositare la domanda: uno scaduto significa rifarlo, ritradurlo e rilegalizzarlo.
  6. Distingui la tua pratica prima di pagare: la concessione costa 250 euro di contributo, il riconoscimento per discendenza da maggiorenne all'estero ne costa 600 di diritti consolari.

Domande frequenti

Quali sono i costi obbligatori della domanda di cittadinanza?

Sono due e li pubblicano le prefetture: il contributo di 250 euro, introdotto dall'articolo 9-bis della legge 91 del 1992 e reso obbligatorio dal decreto legge 113 del 2018, e la marca da bollo di 16 euro sull'istanza. Il contributo si versa al Ministero dell'Interno prima di presentare la domanda e la ricevuta va allegata. A questi si aggiunge, per chi non è esonerato, il costo della certificazione di italiano al livello B1, che non è una tassa dello Stato ma il prezzo di un esame.

Perché serve un esame di italiano e quanto costa?

Dal 2018 la domanda di cittadinanza per residenza o per matrimonio deve essere accompagnata dalla prova di conoscere l'italiano almeno al livello B1, attestata da un ente certificatore riconosciuto. Presso una sede universitaria accreditata la tassa d'esame per il livello CILS B1 Cittadinanza è di 100 euro. Il livello non è capitalizzabile: chi non supera anche una sola delle quattro prove deve ripetere l'intero esame e pagare di nuovo la tassa per intero.

Chi è esonerato dalla certificazione di italiano?

Non deve sostenere l'esame chi ha conseguito un titolo di studio in Italia o chi ha sottoscritto l'accordo di integrazione previsto per i titolari di permesso di soggiorno, avendone già soddisfatto i requisiti linguistici. Per queste persone il costo della pratica si ferma ai 266 euro fra contributo e bollo. Poiché l'esonero vale cento euro e un intero ciclo di iscrizione a una sessione d'esame, verificare la propria posizione prima di iscriversi è il controllo più redditizio dell'intera pratica.

La cittadinanza per discendenza costa quanto quella per residenza?

No, e non è nemmeno la stessa procedura. Chi chiede la concessione della cittadinanza, tipicamente per residenza o per matrimonio, paga il contributo di 250 euro. Chi invece chiede il riconoscimento di una cittadinanza già posseduta per discendenza, presentando domanda da maggiorenne, paga 600 euro secondo la tabella dei diritti consolari allegata al decreto legislativo 71 del 2011. Confondere le due strade porta a versare l'importo sbagliato e a veder respinta la pratica.

La ricevuta del versamento da 250 euro ha una scadenza?

Sì. Le prefetture indicano che il versamento del contributo è valido un anno. È un dettaglio che pesa più di quanto sembri, perché la raccolta dei documenti dal Paese di origine, la traduzione, la legalizzazione e l'attesa di una sessione d'esame possono facilmente occupare diversi mesi. Conviene quindi versare il contributo quando il resto della documentazione è già pronto, e non all'inizio del percorso, per non rischiare di doverlo pagare due volte.

Quanto incidono traduzioni e legalizzazioni sul costo totale?

Molto, ma in misura non prevedibile in anticipo: dipende da quanti certificati richiede la tua situazione e dal Paese che li rilascia. Ogni atto straniero va generalmente tradotto in italiano da un traduttore che ne giura la conformità e legalizzato o apostillato per avere valore in Italia, e sono due passaggi con costi distinti che si ripetono per ciascun documento. Per questo la fascia pubblicata in questa guida copre solo le voci con un importo certo e lascia fuori quelle che varierebbero da caso a caso.

Fonti e metodologia

Come abbiamo calcolato

I due importi obbligatori vengono da pagine istituzionali di due prefetture diverse, Milano e Roma, confrontate proprio per escludere che il bollo o il contributo variassero da ufficio a ufficio: riportano le stesse cifre e la stessa base normativa. Il contributo di 250 euro è stato verificato anche sul portale del Ministero degli Affari Esteri, che lo conferma per le domande presentate all'estero e chiarisce che la pratica di riconoscimento per discendenza segue invece una tariffa consolare diversa, 600 euro: per questo l'abbiamo tenuta fuori dalla fascia pubblicata e citata solo come caso a parte. Il costo dell'esame di italiano non compare in nessun tariffario ministeriale, perché non è una tassa dello Stato ma il prezzo di un servizio: l'abbiamo preso dal listino di una sede d'esame universitaria accreditata, che pubblica 100 euro per il livello B1 cittadinanza. Il massimo della fascia, 466 euro, corrisponde a chi deve ripetere l'esame per intero, come previsto dalla regola sulla non capitalizzabilità delle prove. Non abbiamo stimato traduzioni, legalizzazioni e certificati esteri, perché il loro costo dipende dal Paese di origine.

Perché questa confidenza

Confidenza alta sui due importi obbligatori: 250 euro di contributo e 16 di bollo sono verificati su due prefetture di regioni diverse, entrambe fonti istituzionali di livello 5, con la stessa base normativa, e il contributo è confermato anche dal Ministero degli Affari Esteri. Sul costo dell'esame la confidenza è leggermente inferiore, non perché il dato sia incerto ma perché non è una tariffa unica dello Stato: i 100 euro vengono dal listino di una sede accreditata e possono variare fra sedi. Restano fuori dal calcolo traduzioni e legalizzazioni, il cui importo dipende dal Paese di origine e che non abbiamo voluto stimare.

  1. Fonte primaria che elenca insieme i due importi obbligatori: il contributo di 250 euro e la marca da bollo di 16 euro sull'istanza

    Cittadinanza — Prefettura di Milano (si apre in una nuova scheda)

    Ministero dell'Interno — Prefettura di Milano · Fonte pubblica · Verificato il 31 luglio 2026

    Pagina consultata il 31 luglio 2026. Indica il versamento del contributo sul conto corrente 809020 intestato al Ministero dell'Interno, precisa che la ricevuta è valida un anno, richiama il decreto legge 113/2018 come norma che ha reso obbligatorio il contributo dal 5 ottobre 2018 e conferma il requisito di conoscenza dell'italiano al livello B1 attestato da enti certificatori riconosciuti.

    Autorevolezza5/5

  2. Seconda prefettura consultata per verificare che i 250 euro e il bollo siano una regola nazionale e non una prassi del singolo ufficio

    Cittadinanza — Prefettura di Roma (si apre in una nuova scheda)

    Ministero dell'Interno — Prefettura di Roma · Fonte pubblica · Verificato il 31 luglio 2026

    Riporta gli stessi due importi e richiama la legge 5 febbraio 1992 numero 91 come normativa di riferimento sull'acquisto della cittadinanza da parte degli stranieri. Il confronto fra due prefetture di regioni diverse è servito a escludere differenze territoriali.

    Autorevolezza5/5

  3. Prova che il contributo di 250 euro si applica anche alle domande presentate all'estero e distingue il caso del riconoscimento, che ne costa 600

    Cittadinanza — Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (si apre in una nuova scheda)

    Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale · Fonte pubblica · Verificato il 31 luglio 2026

    Richiama l'articolo 9-bis della legge 91/1992 per i 250 euro dovuti su elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia e concessione, e la tabella dei diritti consolari allegata al decreto legislativo 71/2011 per i 600 euro dovuti sulle domande di riconoscimento presentate da maggiorenni. Sono due procedure diverse e questa guida tratta la prima.

    Autorevolezza5/5

  4. Sede d'esame accreditata che pubblica la tassa del livello CILS B1 Cittadinanza: 100 euro, con l'esame non capitalizzabile

    CILS — Certificazione di Italiano come Lingua Straniera, Centro Linguistico di Ateneo (si apre in una nuova scheda)

    Università di Pavia — Centro Linguistico di Ateneo · Ricerca · Verificato il 31 luglio 2026

    Usata per quantificare l'unico costo obbligatorio che non compare nel tariffario del Ministero. La pagina specifica che il livello B1 cittadinanza non consente il recupero parziale delle prove, quindi chi non lo supera ripaga l'intera tassa, e che lo spostamento a una sessione successiva costa 10 euro.

    Autorevolezza4/5

Leggi la metodologia

Cronologia delle revisioni

Prima pubblicazione il 31 luglio 2026, con il contributo di 250 euro e la marca da bollo di 16 euro verificati su due prefetture indipendenti e la tassa dell'esame B1 presa dal listino di una sede d'esame accreditata.

31 luglio 2026
31 luglio 2026
31 ottobre 2026

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