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Quanto costa una voltura catastale?

Una domanda di voltura catastale costa 70,00 euro di tasse per i servizi ipotecari e catastali più 16,00 euro di imposta di bollo ogni 4 pagine, quindi 86,00 euro nel caso ordinario. Dal 1° gennaio 2014 la voltura è invece completamente esente da tributi e bollo quando dipende da un atto che sconta l'imposta di registro proporzionale al 9%, al 2% o al 12%.

Risposta verificabile

Una domanda di voltura catastale costa 70,00 euro di tasse per i servizi ipotecari e catastali più 16,00 euro di imposta di bollo ogni 4 pagine, quindi 86,00 euro nel caso ordinario. Dal 1° gennaio 2014 la voltura è invece completamente esente da tributi e bollo quando dipende da un atto che sconta l'imposta di registro proporzionale al 9%, al 2% o al 12%.

Quanto costa una voltura catastale?
86 € / domanda
0 € – 172 €
Italia
25 luglio 2026
Confidenza: Alta
Tasse per i servizi ipotecari e catastali di 70,00 euro per ogni domanda di voltura; Imposta di bollo di 16,00 euro ogni 4 pagine della domanda presentata; Aggiornamento dell'intestazione catastale dell'immobile a favore del nuovo titolare; Possibilità di pagare allo sportello con carta di debito o prepagata, con F24 Elide, con marca servizi e marca da bollo oppure con pagoPA per il servizio web
Imposte dovute sull'atto a monte, che siano imposta di registro, di successione o ipotecarie e catastali; Onorario del notaio, del commercialista o del tecnico che predispone e presenta la domanda; Costo di una variazione catastale, che modifica i dati dell'immobile e non la sua intestazione; Sanzioni per la presentazione tardiva della voltura, che seguono regole proprie
L'imposta di registro applicata all'atto da cui dipende la voltura; Il numero di pagine della domanda, che determina quanti bolli da 16,00 euro si applicano; Il numero di domande necessarie, quando gli immobili o gli atti coinvolti sono più di uno; La correttezza della compilazione, perché un rigetto comporta un secondo pagamento integrale; Il canale scelto per il pagamento, che non cambia l'importo ma cambia tempi e ricevute
2 fonti

Prezzo ufficiale e costo reale

Prezzo ufficiale

70 €

/ domanda

Differenza+16 € (+23%)

Costo reale

86 €

0 € – 172 €

Il prezzo ufficiale che tutti citano, settanta euro, è solo la tassa per i servizi ipotecari e catastali: è corretto, ma da solo non basta mai a presentare una domanda. Al versamento va aggiunta l'imposta di bollo di 16,00 euro ogni quattro pagine, e già questo porta il caso ordinario a ottantasei euro. La distanza vera fra prezzo ufficiale e costo reale, però, si apre nelle due direzioni opposte. Verso il basso, l'esenzione introdotta dal 1° gennaio 2014 azzera tutto quando l'atto a monte ha scontato l'imposta di registro proporzionale al 9%, al 2% o al 12%: chi compra casa nel modo più comune non paga la voltura, e conviene saperlo prima di andare allo sportello. Verso l'alto, una domanda compilata male viene respinta senza rimborso, e la seconda presentazione costa quanto la prima: è così che una pratica da ottantasei euro finisce per costarne centosettantadue senza che nessuna tariffa sia cambiata.

Risposta breve

La voltura catastale ha due prezzi molto distanti fra loro: ottantasei euro oppure zero. Quale dei due si applica non dipende dall'immobile né da chi presenta la domanda, ma dall'atto che sta a monte, ed è la ragione per cui su questa pratica circolano cifre contraddittorie.

La voltura catastale è la pratica con cui si aggiorna l'intestazione di un immobile in Catasto dopo che la proprietà è cambiata: una compravendita, una donazione, una successione, l'assegnazione di un bene in una divisione. Non trasferisce nulla — il trasferimento è già avvenuto con l'atto — ma allinea il registro alla realtà, e finché non è fatta il Catasto continua a indicare il vecchio intestatario. È un adempimento che molte persone non vedono mai, perché nelle compravendite davanti al notaio ci pensa il notaio stesso, mentre riemerge con forza nelle successioni, dove gli eredi spesso se ne occupano da soli o tramite un tecnico. Il costo è la parte che genera più confusione, e non senza motivo: cercando in rete si trovano indicazioni che vanno da settanta euro a nulla, e sono tutte e due corrette. Dal 2014, infatti, esiste un'esenzione precisa che copre il caso più frequente in assoluto, cioè la voltura che dipende da un atto già tassato con l'imposta di registro proporzionale. Fuori da quell'ipotesi si torna alla tariffa piena. Questa guida spiega i due importi, quando si applica l'uno e quando l'altro, e mette in evidenza una regola poco nota che può raddoppiare la spesa: una domanda respinta per errori di compilazione non dà diritto ad alcun rimborso.

Cosa è incluso

  • Tasse per i servizi ipotecari e catastali di 70,00 euro per ogni domanda di voltura
  • Imposta di bollo di 16,00 euro ogni 4 pagine della domanda presentata
  • Aggiornamento dell'intestazione catastale dell'immobile a favore del nuovo titolare
  • Possibilità di pagare allo sportello con carta di debito o prepagata, con F24 Elide, con marca servizi e marca da bollo oppure con pagoPA per il servizio web

Cosa non è incluso

  • Imposte dovute sull'atto a monte, che siano imposta di registro, di successione o ipotecarie e catastali
  • Onorario del notaio, del commercialista o del tecnico che predispone e presenta la domanda
  • Costo di una variazione catastale, che modifica i dati dell'immobile e non la sua intestazione
  • Sanzioni per la presentazione tardiva della voltura, che seguono regole proprie

Come si compone il prezzo

Come si compone il prezzo: La voltura catastale
Tasse per i servizi ipotecari e catastaliImporto dovuto per ogni domanda di voltura presentata, secondo la tabella delle tasse per i servizi ipotecari e catastali. Non dipende dal valore dell'immobile né dal numero di intestatari: si paga per domanda.Obbligatoriauna tantum70 €
Imposta di bollo sulla domandaSi applica nella misura di 16,00 euro ogni 4 pagine della domanda. Una domanda che superi le quattro pagine sconta quindi un secondo bollo, quindi il totale non è sempre lo stesso anche quando la tassa catastale non cambia.Obbligatoriauna tantum16 €
Voltura esente da tributi e bolloDal 1° gennaio 2014, per le domande di voltura dipendenti da atti che scontano l'imposta di registro proporzionale nella misura del 9%, del 2% o del 12% non sono dovuti né i tributi speciali né l'imposta di bollo. È il caso che riguarda la normale compravendita immobiliare.Opzionaleuna tantum0 €

Da cosa dipende il prezzo

  • L'imposta di registro applicata all'atto da cui dipende la voltura
  • Il numero di pagine della domanda, che determina quanti bolli da 16,00 euro si applicano
  • Il numero di domande necessarie, quando gli immobili o gli atti coinvolti sono più di uno
  • La correttezza della compilazione, perché un rigetto comporta un secondo pagamento integrale
  • Il canale scelto per il pagamento, che non cambia l'importo ma cambia tempi e ricevute

Costi nascosti

  • Una domanda respinta per compilazione errata non dà diritto ad alcun rimborso: si ripresenta e si paga una seconda volta, tributi e bollo compresi
  • Il bollo si conta ogni 4 pagine, quindi una domanda con molti immobili o molti eredi supera facilmente la soglia e sconta un secondo bollo
  • Nelle successioni con più immobili la voltura può richiedere più domande, e la tassa si applica a ciascuna
  • Se la voltura non viene presentata, il disallineamento emerge quasi sempre al momento di vendere, quando sistemarlo diventa urgente e non più rinviabile

Tre scenari realistici

Voltura esente dopo una compravendita

0 €

L'atto da cui dipende la voltura ha scontato l'imposta di registro proporzionale al 9% o al 2%, come nella normale compravendita di un'abitazione. Per la domanda non sono dovuti né tributi speciali né imposta di bollo: la voltura è gratuita.

Voltura ordinaria a pagamento

86 €

La voltura non rientra fra i casi esenti e la domanda sta entro le quattro pagine: 70,00 euro di tasse per i servizi ipotecari e catastali più un'imposta di bollo da 16,00 euro. È il conto che si presenta più spesso fuori dalla compravendita.

Domanda respinta e ripresentata

172 €

La prima domanda viene respinta per errori di compilazione. Quanto versato non viene rimborsato, quindi la seconda presentazione richiede di nuovo tassa e bollo per intero: lo stesso adempimento finisce per costare il doppio.

Come risparmiare

  1. Prima di pagare, verifica quale imposta di registro ha scontato l'atto a monte: se è quella proporzionale al 9%, al 2% o al 12%, la voltura non costa nulla e chiedere il pagamento sarebbe un errore.
  2. Fai controllare la domanda prima di presentarla, perché il rigetto per errore di compilazione non restituisce quanto versato e trasforma 86,00 euro in 172,00 euro.
  3. Tieni la domanda entro le quattro pagine quando è possibile: il bollo si conta a scaglioni di quattro facciate e una pagina in più ne fa scattare un altro da 16,00 euro.
  4. Nelle successioni, verifica se la voltura è già stata eseguita d'ufficio a partire dalla dichiarazione presentata: presentarne una seconda significa pagare due volte lo stesso adempimento.
  5. Se stai comprando con atto notarile, chiarisci per iscritto che la voltura è a carico del notaio e compresa nella pratica: è quasi sempre così, ma metterlo nero su bianco evita di ritrovarsi a pagarla di nuovo.

Domande frequenti

Quanto costa esattamente una voltura catastale?

Per ogni domanda si versano 70,00 euro a titolo di tasse per i servizi ipotecari e catastali, ai quali si aggiunge l'imposta di bollo di 16,00 euro ogni 4 pagine della domanda. Nel caso ordinario, cioè una domanda che sta entro le quattro pagine, il conto è quindi di 86,00 euro. Esiste però un caso molto frequente in cui non si paga nulla: dal 1° gennaio 2014 le volture dipendenti da atti che scontano l'imposta di registro proporzionale al 9%, al 2% o al 12% sono esenti sia dai tributi speciali sia dal bollo.

Quando la voltura è gratuita?

Quando dipende da un atto che ha scontato l'imposta di registro proporzionale nella misura del 9%, del 2% o del 12%. È la regola introdotta a partire dal 1° gennaio 2014 e copre il caso più comune di tutti: l'acquisto di un immobile con imposta di registro proporzionale, seconda casa al 9% o prima casa al 2%. In queste situazioni non sono dovuti né i tributi speciali catastali né l'imposta di bollo sulla domanda. È il motivo per cui molte persone che hanno comprato casa non ricordano di aver mai pagato una voltura: non perché se ne sia occupato il notaio, ma perché non c'era nulla da versare.

Chi deve presentare la voltura dopo una successione?

L'onere ricade sugli eredi, che possono provvedere direttamente o affidarsi a un professionista. È la situazione in cui la voltura si incontra più spesso in prima persona, perché nelle compravendite davanti al notaio è di norma il notaio a occuparsene insieme al resto della pratica. Prima di presentare una domanda conviene però verificare se la voltura non sia già stata eseguita a partire dalla dichiarazione di successione presentata: in quel caso una seconda domanda sarebbe un doppione, e la tassa versata non tornerebbe indietro.

Cosa succede se sbaglio a compilare la domanda?

La domanda viene respinta e quanto versato non viene restituito: l'Agenzia delle Entrate avverte espressamente che, in caso di rigetto per compilazione errata, il dichiarante non ha diritto ad alcun rimborso. Occorre quindi ripresentare la domanda pagando di nuovo per intero tassa e bollo. È la ragione per cui su questa pratica conviene una verifica preventiva, anche solo un controllo incrociato fra l'atto e i dati catastali dell'immobile: il rischio non è un ritardo, è pagare due volte lo stesso adempimento.

In che modo si può pagare la voltura?

Allo sportello si può pagare con carta di debito o prepagata, oppure apponendo sulla domanda la marca servizi e la marca da bollo acquistate presso i rivenditori autorizzati. È previsto anche il modello F24 Elide. Per chi utilizza il servizio Voltura catastale web il pagamento avviene tramite la piattaforma pagoPA. Per chi risiede all'estero e non ha un conto presso una banca convenzionata è ammesso il bonifico bancario. Il canale scelto non modifica gli importi dovuti: cambia solo il modo in cui si versano e la ricevuta che resta.

Voltura catastale e variazione catastale sono la stessa cosa?

No, e confonderle porta a preventivi sbagliati. La voltura aggiorna l'intestazione dell'immobile, cioè chi ne risulta titolare a Catasto dopo una compravendita, una donazione o una successione. La variazione catastale interviene invece sui dati dell'immobile stesso: la planimetria, la consistenza, la categoria, la rendita, per esempio dopo una ristrutturazione che ha cambiato la distribuzione interna. Sono pratiche distinte, con presupposti e costi diversi, e capita di doverle fare entrambe: comprare un immobile la cui planimetria non rispecchia lo stato dei luoghi richiede una variazione oltre alla voltura.

Fonti e metodologia

Come abbiamo calcolato

I due importi vengono dalle schede sui costi del servizio di voltura pubblicate dall'Agenzia delle Entrate, l'ente che riceve e lavora la domanda. Abbiamo consultato sia la versione per i cittadini sia quella per i professionisti, perché la seconda elenca canali di pagamento che la prima non riporta, e le abbiamo usate come riscontro reciproco sugli importi: 70,00 euro per ogni domanda a titolo di tasse per i servizi ipotecari e catastali, 16,00 euro di imposta di bollo ogni 4 pagine della domanda. Il caso ordinario indicato come cifra principale, 86,00 euro, è la somma di questi due valori per una domanda che sta entro le quattro pagine: la somma è nostra ed è dichiarata qui, mentre i due addendi sono presi alla lettera dalla fonte. Il minimo di zero non è una stima ma la regola di esenzione in vigore dal 1° gennaio 2014. Il massimo indicato corrisponde a una domanda pagata due volte, perché la fonte avverte che in caso di rigetto per compilazione errata non spetta alcun rimborso: anche questo raddoppio è aritmetica nostra su una regola documentata, non una tariffa.

Perché questa confidenza

Confidenza alta: entrambi gli importi provengono dalle schede sui costi del servizio pubblicate dall'Agenzia delle Entrate, cioè dall'ente che riceve la domanda, e sono stati verificati su due pagine distinte dello stesso portale rivolte a pubblici diversi. Anche la regola di esenzione dal 1° gennaio 2014 e l'assenza di rimborso in caso di rigetto sono citate testualmente dalla fonte. Non arriviamo a una certezza totale su un singolo numero finale perché il totale dipende da quante pagine occupa la domanda e da quante domande servono, due variabili che nessuna tariffa può fissare in anticipo: per questo pubblichiamo gli addendi e dichiariamo dove la somma è nostra.

  1. Per ogni domanda di voltura si versano 70,00 euro di tasse per i servizi ipotecari e catastali più 16,00 euro di imposta di bollo ogni 4 pagine della domanda

    Voltura catastale — Costi del servizio (Cittadini) (si apre in una nuova scheda)

    Agenzia delle Entrate · Fonte pubblica · Verificato il 25 luglio 2026

    Pagina dell'ente che tiene il Catasto e lavora la pratica. Da qui provengono i due importi, la regola dell'esenzione in vigore dal 1° gennaio 2014 per le volture dipendenti da atti che scontano l'imposta di registro proporzionale al 9%, 2% o 12%, e le modalità di pagamento allo sportello. Verificata anche l'avvertenza sulle domande respinte per compilazione errata, che non danno diritto ad alcun rimborso.

    Autorevolezza5/5

  2. Conferma degli stessi importi per la domanda su supporto cartaceo e elenco completo dei canali di pagamento, compreso pagoPA per il servizio Voltura catastale web

    Voltura catastale — Costi del servizio (Professionisti) (si apre in una nuova scheda)

    Agenzia delle Entrate · Fonte pubblica · Verificato il 25 luglio 2026

    Usata come secondo riscontro sui 70,00 euro e sui 16,00 euro di bollo, perché è la scheda rivolta a chi presenta volture per mestiere. Ha aggiunto i canali di pagamento non presenti nella pagina per i cittadini: modello F24 Elide, marca servizi e marca da bollo, pagoPA per il servizio web e bonifico dall'estero per chi non ha un conto presso una banca convenzionata.

    Autorevolezza5/5

Leggi la metodologia

Cronologia delle revisioni

Prima pubblicazione il 25 luglio 2026. Tassa di 70,00 euro, imposta di bollo di 16,00 euro ogni 4 pagine, esenzione dal 1° gennaio 2014 per gli atti con registro proporzionale al 9%, 2% o 12% e assenza di rimborso in caso di rigetto verificate sulle schede dell'Agenzia delle Entrate per cittadini e professionisti.

25 luglio 2026
25 luglio 2026
25 gennaio 2027

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