QuantoCOSTA DAVVERO

Quanto costa registrare un contratto preliminare?

Registrare un contratto preliminare di compravendita costa 200 euro di imposta di registro in misura fissa più 16 euro di imposta di bollo ogni 4 facciate scritte, quindi almeno 216 euro. A questi si aggiungono le imposte proporzionali quando il contratto prevede somme anticipate: 0,5% sulla caparra confirmatoria e sugli acconti di prezzo non soggetti a IVA, 3% sulla caparra penitenziale.

Risposta verificabile

Registrare un contratto preliminare di compravendita costa 200 euro di imposta di registro in misura fissa più 16 euro di imposta di bollo ogni 4 facciate scritte, quindi almeno 216 euro. A questi si aggiungono le imposte proporzionali quando il contratto prevede somme anticipate: 0,5% sulla caparra confirmatoria e sugli acconti di prezzo non soggetti a IVA, 3% sulla caparra penitenziale.

Quanto costa registrare un contratto preliminare?
216 € / contratto
216 € – 616 €
Italia
25 luglio 2026
Confidenza: Alta
Imposta di registro in misura fissa di 200 euro, indipendente dal prezzo dell'immobile; Imposta di bollo di 16 euro ogni 4 facciate scritte e comunque ogni 100 righe; Imposta proporzionale dello 0,5% sulla caparra confirmatoria prevista in contratto; Imposta proporzionale dello 0,5% sugli acconti di prezzo non soggetti a IVA; Imposta proporzionale del 3% sull'eventuale caparra penitenziale
Onorario del notaio, quando il preliminare viene stipulato per atto notarile e non per scrittura privata; Costo della trascrizione del preliminare nei registri immobiliari, che è una tutela ulteriore e distinta dalla registrazione; Provvigione dell'agenzia immobiliare, che matura in genere alla conclusione dell'affare; Imposte dovute sul rogito definitivo, che seguono regole e aliquote proprie
L'importo della caparra pattuita e la sua qualificazione come confirmatoria o penitenziale; L'ammontare degli acconti di prezzo versati prima del rogito; Il numero di facciate scritte del contratto e degli eventuali allegati; Se il preliminare è per scrittura privata o per atto notarile; Se le parti scelgono di trascrivere il preliminare oltre a registrarlo
2 fonti

Prezzo ufficiale e costo reale

Prezzo ufficiale

200 €

/ contratto

Differenza+116 € (+58%)

Costo reale

316 €

216 € – 616 €

Il prezzo ufficiale della registrazione è l'imposta di registro in misura fissa: duecento euro, uguali per una villa e per un monolocale. È la cifra che compare in quasi tutte le risposte veloci alla domanda, ed è corretta ma non ha quasi mai coinciso con quello che qualcuno ha effettivamente versato. Il costo reale parte da 216 euro, perché il bollo è dovuto, e sale con le somme anticipate alla firma: lo 0,5% su caparra confirmatoria e acconti, il 3% sulla caparra penitenziale. Su una caparra di ventimila euro sono cento euro in più, su un acconto di sessantamila ne sono trecento. La differenza fra i due numeri, quindi, non nasce da una spesa nascosta ma dalla struttura stessa dell'imposta: la parte fissa riguarda l'atto, la parte proporzionale riguarda il denaro che si muove prima del rogito. Chi versa poco alla firma paga poco più del minimo; chi anticipa una quota rilevante del prezzo paga una registrazione che con duecento euro non ha più molto a che vedere.

Risposta breve

Il preliminare è l'unico contratto immobiliare in cui il costo della registrazione dipende più da come sono chiamate le somme versate che dal prezzo della casa. Fra caparra confirmatoria e caparra penitenziale corrono sei volte di imposta.

Il contratto preliminare, quello che tutti chiamano compromesso, è l'accordo con cui venditore e acquirente si impegnano a stipulare in futuro il rogito. Non trasferisce la proprietà, ma vincola le parti, e per legge va registrato entro trenta giorni dalla sottoscrizione. È in quel momento che si presenta il conto, ed è un conto che sorprende quasi sempre per la stessa ragione: la cifra che si trova ovunque, duecento euro, è solo una parte. L'imposta di registro in misura fissa non dipende dal prezzo della casa, e questo è ottimo, ma accanto ad essa vivono un'imposta di bollo che si conta a facciate e, soprattutto, delle imposte proporzionali che si applicano alle somme che l'acquirente anticipa alla firma. Quasi nessun preliminare è privo di caparra: proprio quella somma, versata per dare serietà all'impegno, è ciò che fa salire il costo della registrazione. E c'è un dettaglio che vale molto denaro e che si decide con una parola nel testo del contratto: la caparra confirmatoria sconta lo 0,5%, la caparra penitenziale il 3%. Sono sei volte tanto per una somma identica. Questa guida separa la parte fissa da quella proporzionale, spiega come si compone il totale e dove il conto può crescere senza che il prezzo della casa sia cambiato di un euro.

Cosa è incluso

  • Imposta di registro in misura fissa di 200 euro, indipendente dal prezzo dell'immobile
  • Imposta di bollo di 16 euro ogni 4 facciate scritte e comunque ogni 100 righe
  • Imposta proporzionale dello 0,5% sulla caparra confirmatoria prevista in contratto
  • Imposta proporzionale dello 0,5% sugli acconti di prezzo non soggetti a IVA
  • Imposta proporzionale del 3% sull'eventuale caparra penitenziale

Cosa non è incluso

  • Onorario del notaio, quando il preliminare viene stipulato per atto notarile e non per scrittura privata
  • Costo della trascrizione del preliminare nei registri immobiliari, che è una tutela ulteriore e distinta dalla registrazione
  • Provvigione dell'agenzia immobiliare, che matura in genere alla conclusione dell'affare
  • Imposte dovute sul rogito definitivo, che seguono regole e aliquote proprie

Come si compone il prezzo

Come si compone il prezzo: Registrare un contratto preliminare
Imposta di registro in misura fissaDovuta per la registrazione del preliminare nella misura fissa di 200 euro, indipendentemente dal prezzo pattuito per l'immobile. È la voce che tutti citano quando si chiede quanto costa registrare un preliminare.Obbligatoriauna tantum200 €
Imposta di bollo sul contrattoPari a 16 euro ogni 4 facciate scritte e comunque ogni 100 righe. Un preliminare articolato, con allegati o clausole lunghe, supera facilmente la soglia e sconta più di un bollo.Obbligatoriauna tantum16 €
Imposta proporzionale sulla caparra confirmatoria (0,5%)Se il contratto prevede una caparra confirmatoria si applica l'aliquota dello 0,5% su quell'importo, o la minore imposta applicabile per il contratto definitivo. L'importo in euro dipende dalla caparra pattuita: i 100 euro indicati qui sono il risultato dell'aliquota su una caparra di 20.000 euro, scelta da noi come esempio e usata anche negli scenari.Opzionaleuna tantum100 €
Imposta proporzionale sugli acconti di prezzo (0,5%)Se il contratto prevede acconti di prezzo non soggetti a IVA si applica l'aliquota dello 0,5% su quell'importo, o la minore imposta applicabile per il contratto definitivo. I 300 euro indicati qui sono l'aliquota su un acconto di 60.000 euro, scelto da noi come esempio: è la voce che pesa di più quando l'anticipo è consistente.Opzionaleuna tantum300 €
Imposta proporzionale sulla caparra penitenziale (3%)Se il contratto prevede una caparra penitenziale si applica l'aliquota del 3% su quell'importo: sei volte quella della caparra confirmatoria. I 600 euro indicati qui sono l'aliquota sulla stessa caparra di 20.000 euro usata come esempio, e mostrano quanto vale la qualificazione della somma nel testo del contratto.Opzionaleuna tantum600 €

Da cosa dipende il prezzo

  • L'importo della caparra pattuita e la sua qualificazione come confirmatoria o penitenziale
  • L'ammontare degli acconti di prezzo versati prima del rogito
  • Il numero di facciate scritte del contratto e degli eventuali allegati
  • Se il preliminare è per scrittura privata o per atto notarile
  • Se le parti scelgono di trascrivere il preliminare oltre a registrarlo

Costi nascosti

  • La caparra penitenziale sconta il 3% invece dello 0,5%: la stessa somma versata può costare sei volte tanto a seconda di come viene qualificata nel testo
  • L'imposta di bollo si conta a scaglioni di 4 facciate e comunque ogni 100 righe, quindi un contratto lungo o con allegati ne sconta più di uno
  • Un acconto di prezzo consistente pesa più di tutte le voci fisse messe insieme, perché lo 0,5% si applica sull'intero importo anticipato
  • Il termine di trenta giorni decorre dalla sottoscrizione e non dal rogito: chi lo scopre in ritardo si trova a gestire una registrazione tardiva

Tre scenari realistici

Preliminare senza somme anticipate

216 €

Compromesso per scrittura privata entro le quattro facciate, senza caparra e senza acconti: 200 euro di imposta di registro in misura fissa più un bollo da 16 euro. È il pavimento del costo, e riguarda una minoranza dei casi reali.

Preliminare con caparra confirmatoria

316 €

Stesso contratto, con una caparra confirmatoria che in questo esempio abbiamo fissato a 20.000 euro: alle due voci fisse si aggiunge lo 0,5% su quell'importo, cioè 100 euro. La caparra è un'ipotesi nostra, l'aliquota è quella della fonte.

Preliminare con caparra e acconto rilevante

616 €

Contratto con caparra confirmatoria di 20.000 euro e un acconto di prezzo di 60.000 euro, entrambi scelti da noi come esempio: 200 euro di registro, 16 di bollo, 100 euro sulla caparra e 300 euro sull'acconto. Le somme sono ipotesi dichiarate, le aliquote no.

Come risparmiare

  1. Fai qualificare con precisione la somma versata alla firma: se l'intenzione delle parti è quella di una caparra confirmatoria, scriverlo in modo inequivocabile evita di ritrovarsi con l'aliquota del 3% prevista per quella penitenziale.
  2. Chiedi al professionista che redige il preliminare quanto pesa in imposta ogni euro anticipato prima del rogito: spostare una parte della somma al saldo finale cambia il costo della registrazione.
  3. Tieni il contratto entro le quattro facciate quando il contenuto lo consente: il bollo si conta a scaglioni, e una pagina in più ne fa scattare un altro da 16 euro.
  4. Segna in calendario la scadenza dei trenta giorni dalla firma, non dalla data del rogito previsto: il termine decorre dalla sottoscrizione del preliminare.
  5. Verifica con il notaio come le imposte proporzionali versate sul preliminare si rapportano a quelle dovute sul definitivo: la fonte parla di aliquota dello 0,5% o della minore imposta applicabile per il contratto definitivo, ed è un punto che conviene chiarire prima di firmare.

Domande frequenti

Quanto costa registrare un compromesso?

La parte fissa è di 200 euro di imposta di registro più 16 euro di imposta di bollo ogni 4 facciate scritte e comunque ogni 100 righe: un contratto contenuto entro le quattro facciate costa quindi 216 euro. A questa base si aggiungono le imposte proporzionali quando il preliminare prevede somme anticipate: 0,5% sulla caparra confirmatoria, 0,5% sugli acconti di prezzo non soggetti a IVA e 3% sull'eventuale caparra penitenziale. Poiché quasi tutti i compromessi prevedono una caparra, il costo reale è quasi sempre superiore ai 216 euro, e cresce con la somma versata alla firma.

Entro quando va registrato il preliminare?

Entro 30 giorni dalla sottoscrizione. Il termine decorre dalla firma del preliminare, non dalla data prevista per il rogito, ed è un errore frequente credere che si possa aspettare il definitivo. La registrazione può essere richiesta con il modello RAP, che l'Agenzia delle Entrate ha previsto per la registrazione di alcuni atti privati, oggi i contratti di comodato e i preliminari di compravendita. I soggetti legittimati possono presentare la richiesta anche direttamente presso un ufficio territoriale dell'Agenzia, in alternativa al canale telematico.

Perché la caparra fa aumentare il costo?

Perché su di essa si applica un'imposta proporzionale, che è indipendente dall'imposta fissa dovuta per l'atto. Se il contratto prevede una caparra confirmatoria si applica l'aliquota dello 0,5% su quell'importo, o la minore imposta applicabile per il contratto definitivo; la stessa aliquota vale per gli acconti di prezzo non soggetti a IVA. La conseguenza pratica è che il costo della registrazione non dipende dal valore della casa ma da quanto denaro cambia mano prima del rogito: due compromessi sullo stesso immobile, uno con caparra minima e uno con acconto rilevante, costano cifre diverse.

Che differenza fa scrivere caparra confirmatoria o penitenziale?

Sul piano fiscale fa una differenza di sei volte. La caparra confirmatoria sconta l'aliquota dello 0,5%, la caparra penitenziale il 3%. Su una somma di 20.000 euro significa 100 euro contro 600. Le due figure hanno però anche effetti giuridici molto diversi in caso di inadempimento o di recesso, quindi la scelta non va fatta guardando solo all'imposta: va fatta con chi redige il contratto, verificando che il testo dica in modo inequivocabile quale delle due si è voluta pattuire. Una formulazione ambigua è un rischio sia legale sia fiscale.

Registrare e trascrivere il preliminare sono la stessa cosa?

No, e sono due spese diverse. La registrazione è l'adempimento fiscale obbligatorio entro trenta giorni dalla firma, quello di cui parla questa guida. La trascrizione è invece l'annotazione del preliminare nei registri immobiliari, richiede l'atto notarile ed è facoltativa: serve a proteggere l'acquirente da vendite a terzi, ipoteche o pignoramenti che intervengano fra il compromesso e il rogito. Ha costi propri, che non sono compresi nei 216 euro di partenza. In compravendite delicate, per esempio quando fra preliminare e rogito passano molti mesi, è una tutela che vale la pena valutare.

Chi paga la registrazione, il venditore o l'acquirente?

L'imposta è dovuta in solido dalle parti, quindi l'Agenzia delle Entrate può chiederla a chiunque dei due, ma nella pratica sono le parti a decidere nel contratto come ripartirla. È bene che il preliminare lo dica esplicitamente, perché una clausola chiara evita discussioni proprio nel momento in cui il rapporto va tenuto disteso. Quando il preliminare è redatto da un notaio o mediato da un'agenzia, la registrazione viene di norma curata da loro: anche in quel caso conviene chiedere per iscritto se il costo dell'imposta è compreso in quanto pattuito o se verrà addebitato a parte.

Fonti e metodologia

Come abbiamo calcolato

Tutte le aliquote e gli importi fissi provengono dalle schede dell'Agenzia delle Entrate sul contratto preliminare di compravendita registrato con modello RAP, cioè dall'ente che riceve la registrazione. Abbiamo letto sia la versione per i cittadini sia quella per i professionisti e le abbiamo usate come riscontro reciproco: 30 giorni per registrare, 200 euro di imposta di registro in misura fissa, 16 euro di bollo ogni 4 facciate scritte e comunque ogni 100 righe, 0,5% su caparra confirmatoria e acconti di prezzo non soggetti a IVA, 3% sulla caparra penitenziale. La cifra minima che pubblichiamo, 216 euro, è la somma delle due voci fisse per un contratto entro le quattro facciate: la somma è nostra ed è dichiarata qui. Gli importi tipico e massimo sono esempi di calcolo costruiti applicando le aliquote della fonte a somme anticipate che abbiamo scelto e dichiarato negli scenari, perché nessuna fonte pubblica un valore medio della caparra in Italia e non volevamo inventarne uno. Le aliquote sono verificate, gli importi anticipati sono ipotesi esplicite.

Perché questa confidenza

Confidenza alta sulle regole, che è ciò che conta di più su questo argomento: termine, imposta fissa, imposta di bollo e le tre aliquote proporzionali provengono dalle schede dell'Agenzia delle Entrate e sono state verificate su due pagine distinte dello stesso portale. Il punteggio resta sotto la fascia più alta per un motivo dichiarato: il totale che una persona pagherà davvero dipende dall'importo della caparra e degli acconti, e nessuna fonte pubblica un valore medio affidabile della caparra in Italia. Per questo pubblichiamo con certezza la parte fissa e le aliquote, e presentiamo la parte proporzionale come esempi di calcolo con le somme dichiarate, invece di spacciare per media un numero che nessuno ha misurato.

  1. Registrazione entro 30 giorni, imposta di registro nella misura fissa di 200 euro e imposta di bollo di 16 euro ogni 4 facciate scritte e comunque ogni 100 righe

    Contratto preliminare di compravendita — Modello RAP — Che cos'è (Cittadini) (si apre in una nuova scheda)

    Agenzia delle Entrate · Fonte pubblica · Verificato il 25 luglio 2026

    Pagina dell'ente che riceve la registrazione. Da qui provengono il termine dei 30 giorni dalla sottoscrizione, i due importi fissi e le aliquote proporzionali: 0,5% sulla caparra confirmatoria, 0,5% sugli acconti di prezzo non soggetti a IVA, 3% sulla caparra penitenziale. Verificata anche l'indicazione che l'aliquota dello 0,5% si applica su quell'importo o nella minore imposta applicabile per il contratto definitivo.

    Autorevolezza5/5

  2. Conferma degli stessi importi e aliquote e uso del modello RAP per la registrazione dei contratti preliminari e di comodato

    Contratto preliminare di compravendita — Modello RAP — Che cos'è (Professionisti) (si apre in una nuova scheda)

    Agenzia delle Entrate · Fonte pubblica · Verificato il 25 luglio 2026

    Usata come secondo riscontro sui 200 euro di imposta di registro, sui 16 euro di bollo e sulle tre aliquote proporzionali. Ha aggiunto il perimetro del modello RAP, che copre oggi comodati e preliminari, e la possibilità per i soggetti legittimati di presentare la richiesta in ufficio invece che per via telematica.

    Autorevolezza5/5

Leggi la metodologia

Cronologia delle revisioni

Prima pubblicazione il 25 luglio 2026. Termine di 30 giorni, imposta di registro fissa di 200 euro, bollo di 16 euro ogni 4 facciate e aliquote proporzionali dello 0,5% e del 3% verificati sulle schede dell'Agenzia delle Entrate per cittadini e professionisti; gli importi di caparra e acconto usati negli scenari sono ipotesi dichiarate.

25 luglio 2026
25 luglio 2026
25 gennaio 2027

A quanto l'hai pagato tu?

Le segnalazioni ci aiutano a capire quando un prezzo pubblicato si allontana da quello reale. Nessuna segnalazione modifica automaticamente le nostre stime: le leggiamo, le confrontiamo con le fonti e solo dopo aggiorniamo una guida.

Non pubblichiamo il tuo indirizzo email e non lo usiamo per altro. Il resto della segnalazione può essere pubblicato in forma aggregata e anonima.

Guide correlate