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Quanto costa un kWh in bolletta?

Un kWh di energia elettrica costa in media circa 0,296 euro tutto compreso per una famiglia tipo tutelata, cioè 591,86 euro l'anno per 2.000 kWh secondo i dati ARERA. L'energia in sé vale però solo 0,158 euro per kWh: il resto sono trasporto, oneri di sistema e imposte.

Risposta verificabile

Un kWh di energia elettrica costa in media circa 0,296 euro tutto compreso per una famiglia tipo tutelata, cioè 591,86 euro l'anno per 2.000 kWh secondo i dati ARERA. L'energia in sé vale però solo 0,158 euro per kWh: il resto sono trasporto, oneri di sistema e imposte.

Quanto costa un kWh in bolletta?
0,30 € / kWh
0,28 € – 0,30 €
Italia
24 luglio 2026
Confidenza: Alta
Componente energia fissata dall'Autorità per il servizio di Maggior Tutela; Costi di trasporto e gestione del contatore; Oneri generali di sistema; Accise e IVA applicate alla fornitura domestica; Quota fissa annua di commercializzazione
Costo di attivazione o voltura di una nuova fornitura; Deposito cauzionale richiesto da alcuni fornitori; Canone TV, che viaggia sulla stessa bolletta ma è un tributo distinto; Manutenzione dell'impianto elettrico domestico; Eventuali penali per recesso anticipato da un'offerta a prezzo bloccato
Consumo annuo effettivo, che determina quanto pesa la quota fissa sul prezzo medio; Potenza impegnata del contatore; Contratto monorario o multiorario e distribuzione dei consumi nella giornata; Trimestre di riferimento, perché la componente energia viene aggiornata ogni tre mesi; Appartenenza o meno alle categorie di clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela
4 fonti

Prezzo ufficiale e costo reale

Prezzo ufficiale

0,16 €

/ kWh

Differenza+0,14 € (+87%)

Costo reale

0,30 €

0,28 € – 0,30 €

Il prezzo ufficiale dell'energia, quello che l'Autorità fissa e che le offerte pubblicizzano, è 0,158 euro per kWh nel secondo trimestre 2026. Il costo reale di un kWh, cioè la bolletta annua divisa per i kWh consumati, è circa 0,296 euro. Lo scarto non è un margine commerciale nascosto: è la somma di trasporto e gestione del contatore, oneri generali di sistema, accise e IVA, più la quota fissa annua spalmata sui consumi. Sono voci uguali per tutti i fornitori e non negoziabili, e questo ha una conseguenza pratica importante: un'offerta che riduce del dieci per cento la componente energia non riduce del dieci per cento la bolletta, ma poco più del cinque. È il motivo per cui i confronti fatti sul solo prezzo al kWh pubblicizzato risultano quasi sempre più ottimistici della bolletta che arriva.

Risposta breve

Il prezzo dell'energia e il prezzo di un kWh in bolletta sono due numeri diversi, e la differenza è quasi del doppio. Confondere il primo con il secondo è il motivo per cui tanti confronti fra offerte luce non tornano mai.

Se cerchi quanto costa un kWh trovi due risposte, entrambe corrette, che differiscono quasi del doppio. La prima è il prezzo della materia energia: nel secondo trimestre 2026 l'Autorità lo ha fissato a 0,15837 euro per kWh nella fascia di punta per il servizio di Maggior Tutela, al netto delle imposte. È il numero che le offerte commerciali mettono in prima pagina, perché è il più basso e il più confrontabile. La seconda risposta è quanto effettivamente esce dal conto corrente diviso per i kWh consumati: ARERA calcola che l'utente tipo vulnerabile in Maggior Tutela spenderà 591,86 euro nei dodici mesi fra ottobre 2025 e settembre 2026, e quel profilo consuma 2.000 kWh l'anno con 3 kW impegnati. Fatta la divisione, sono circa 0,296 euro per kWh. La differenza fra i due numeri non è un ricarico del venditore: sono trasporto, gestione del contatore, oneri di sistema, accise e IVA, cioè voci che non dipendono da chi ti fornisce l'energia e che nessuna offerta può togliere. Questa guida tiene separati i due numeri e spiega perché confonderli porta a scegliere l'offerta sbagliata.

Cosa è incluso

  • Componente energia fissata dall'Autorità per il servizio di Maggior Tutela
  • Costi di trasporto e gestione del contatore
  • Oneri generali di sistema
  • Accise e IVA applicate alla fornitura domestica
  • Quota fissa annua di commercializzazione

Cosa non è incluso

  • Costo di attivazione o voltura di una nuova fornitura
  • Deposito cauzionale richiesto da alcuni fornitori
  • Canone TV, che viaggia sulla stessa bolletta ma è un tributo distinto
  • Manutenzione dell'impianto elettrico domestico
  • Eventuali penali per recesso anticipato da un'offerta a prezzo bloccato

Come si compone il prezzo

Come si compone il prezzo: Un kWh in bolletta
Materia energia, al netto delle imposteIl prezzo dell'elettricità in quanto tale, fissato trimestralmente dall'Autorità per il servizio di Maggior Tutela: 0,15837 euro per kWh nella fascia F1 e 0,15799 nelle fasce F23 nel secondo trimestre 2026. È la sola voce che segue davvero il mercato all'ingrosso.Obbligatoriaal mese0,16 €
Trasporto, oneri di sistema e imposteTutto quello che non è energia: distribuzione, gestione del contatore, oneri di sistema, accise e IVA. Non è pubblicato come voce unica: lo ricaviamo per differenza fra il costo medio effettivo per kWh e la componente energia regolata. Pesa quasi quanto l'energia stessa.Obbligatoriaal mese0,14 €
Quota fissa di commercializzazioneSi paga a prescindere dai consumi, anche in una casa disabitata. Su un consumo basso incide moltissimo sul costo medio per kWh, ed è il motivo per cui una seconda casa poco usata ha quasi sempre un prezzo al kWh più alto della prima.Obbligatoriaall'anno45 €

Da cosa dipende il prezzo

  • Consumo annuo effettivo, che determina quanto pesa la quota fissa sul prezzo medio
  • Potenza impegnata del contatore
  • Contratto monorario o multiorario e distribuzione dei consumi nella giornata
  • Trimestre di riferimento, perché la componente energia viene aggiornata ogni tre mesi
  • Appartenenza o meno alle categorie di clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela

Costi nascosti

  • La quota fissa annua, che si paga anche a consumo zero e alza il prezzo medio per kWh di chi consuma poco
  • Il passaggio a una potenza superiore a 3 kW, che sposta la fornitura su condizioni economiche meno favorevoli
  • Le fasce orarie: consumare in F1 costa più che consumare la sera o nel fine settimana, ma solo se il contratto è multiorario
  • Il ricalcolo su conguaglio quando le letture reali arrivano dopo mesi di fatture stimate
  • Gli oneri di sistema, che restano dovuti anche su un'offerta pubblicizzata come particolarmente conveniente

Tre scenari realistici

Scenario economico

0,28 €

Il costo medio per kWh dell'utente tipo tutelato nell'anno mobile chiuso a giugno 2025, quando la spesa annua era di 563,76 euro: la stessa famiglia, gli stessi consumi, un contesto di prezzi all'ingrosso più basso.

Scenario tipico

0,30 €

Il costo medio per kWh nell'anno mobile chiuso a giugno 2026, con una spesa annua di 589,34 euro su 2.000 kWh. È la fotografia più recente di un anno intero, quindi la meno esposta alla stagionalità di un singolo trimestre.

Scenario premium

0,30 €

Il costo medio per kWh nell'anno mobile fra ottobre 2025 e settembre 2026, dopo l'aumento del 4,6 per cento deciso per il terzo trimestre 2026: spesa annua di 591,86 euro sullo stesso profilo di consumo.

Come risparmiare

  1. Quando confronti due offerte, verifica sempre se il prezzo esposto è la sola materia energia o il costo complessivo: sono numeri che differiscono quasi del doppio e non sono confrontabili fra loro.
  2. Controlla la potenza impegnata sulla bolletta: molte case hanno 4,5 o 6 kW per abitudine e non per necessità, e la potenza pesa sulla quota fissa tutto l'anno.
  3. Se hai un contratto multiorario, sposta lavatrice, lavastoviglie e ricariche nelle fasce serali e nel fine settimana: è l'unica leva che agisce sul prezzo dell'energia senza cambiare fornitore.
  4. Prima di firmare un'offerta a prezzo bloccato, guarda la durata del blocco e la penale di recesso: un blocco lungo firmato in un trimestre alto si paga per tutto il periodo successivo.
  5. Su una seconda casa poco usata, valuta la potenza minima disponibile: con consumi bassi la quota fissa domina il conto e il costo per kWh può superare del doppio quello della prima casa.

Domande frequenti

Quanto costa davvero un kWh, 0,16 o 0,30 euro?

Entrambe le cifre sono corrette ma misurano cose diverse. Circa 0,158 euro per kWh è la componente energia fissata dall'Autorità per il servizio di Maggior Tutela nel secondo trimestre 2026, al netto delle imposte: è il prezzo dell'elettricità in quanto merce. Circa 0,296 euro per kWh è quanto costa effettivamente ogni kWh una volta contati trasporto, oneri di sistema, accise, IVA e quota fissa. Se stai confrontando due offerte usa il primo numero, ma se stai facendo un budget familiare usa il secondo: è quello che corrisponde a ciò che pagherai davvero.

Perché la mia bolletta sembra più cara di questo prezzo medio?

I motivi più comuni sono tre. Il primo è la quota fissa: si paga tutto l'anno indipendentemente dai consumi, quindi chi consuma meno di 2.000 kWh se la ritrova spalmata su meno kWh e vede un prezzo medio più alto. Il secondo è la potenza impegnata: sopra i 3 kW le condizioni economiche cambiano. Il terzo è che il valore di riferimento riguarda il servizio di Maggior Tutela riservato ai clienti vulnerabili, mentre chi è nel mercato libero paga le condizioni del proprio contratto, che possono essere migliori o peggiori. A questo si aggiungono i conguagli, che concentrano su una sola bolletta mesi di consumi reali.

Chi ha diritto oggi al servizio di Maggior Tutela?

Il servizio di Maggior Tutela è ormai riservato ai soli clienti considerati vulnerabili. Rientrano in questa condizione, secondo la definizione riportata nei comunicati dell'Autorità, le persone con più di 75 anni, i percettori di bonus sociale, i soggetti con disabilità ai sensi dell'articolo 3 della legge 104 del 1992, chi risiede in un modulo abitativo di emergenza o in un'isola minore non interconnessa, e chi utilizza apparecchiature salva-vita. Tutti gli altri clienti domestici sono nel mercato libero, dove il prezzo dell'energia lo fissa il contratto e non l'Autorità.

Quanto pesano le imposte e gli oneri sulla bolletta elettrica?

Pesano quasi quanto l'energia. Il confronto è diretto: la componente energia regolata vale circa 0,158 euro per kWh, il costo complessivo effettivo circa 0,296. La differenza, intorno a 0,138 euro per kWh, è fatta di distribuzione, gestione del contatore, oneri generali di sistema, accise e IVA. Sono voci identiche per tutti i fornitori, perché non dipendono da chi vende l'energia ma da come è finanziato il sistema elettrico. È la ragione per cui cambiare fornitore agisce su meno della metà della bolletta.

Ogni quanto cambia il prezzo dell'energia elettrica?

Per il servizio di Maggior Tutela le condizioni economiche vengono aggiornate ogni tre mesi con una delibera dell'Autorità, annunciata di norma nell'ultima settimana del trimestre precedente. Per il terzo trimestre 2026 l'aggiornamento ha portato un aumento del 4,6 per cento, dopo un più 8,1 per cento nel secondo trimestre e un meno 2,7 per cento nel primo. La variabilità è quindi alta anche a distanza di pochi mesi, ed è il motivo per cui questa guida ragiona su spese annue mobili e non sul prezzo di un singolo trimestre: un trimestre isolato dice poco su quanto si spende in un anno.

Conviene un'offerta a prezzo fisso o a prezzo variabile?

Dipende da cosa si vuole ottenere. Un prezzo fisso protegge dai rialzi ma impedisce di beneficiare dei ribassi, e negli ultimi trimestri l'oscillazione è stata in entrambe le direzioni: meno 2,7 per cento, più 8,1 per cento, più 4,6 per cento. In pratica il prezzo fisso compra stabilità, non risparmio. Prima di firmare vale la pena guardare due cose che pesano più del prezzo esposto: la durata del blocco e la penale di recesso anticipato, perché un blocco lungo sottoscritto in un trimestre caro si trascina per tutto il periodo successivo.

Fonti e metodologia

Come abbiamo calcolato

La componente energia viene direttamente dai valori che ARERA pubblica per il servizio di Maggior Tutela, ed è un dato amministrato, non una media di mercato. Il costo effettivo per kWh non è invece pubblicato da nessuno come cifra unica: lo abbiamo ricavato dividendo la spesa annua che l'Autorità comunica ogni trimestre per il consumo del profilo a cui quella spesa si riferisce, che l'Autorità stessa dichiara essere di 2.000 kWh all'anno con 3 kW di potenza impegnata. Da 591,86 euro annui discendono quindi circa 0,296 euro per kWh comprensivi di tutto. La divisione è nostra e la dichiariamo: è aritmetica su due dati ufficiali, non una stima. La fascia minima della guida usa lo stesso metodo sulle spese annue dei periodi precedenti pubblicate nei comunicati ARERA, 589,34 e 563,76 euro. Abbiamo escluso il profilo da 2.700 kWh, che l'Autorità pubblica a parte, per non mescolare due basi di calcolo diverse nello stesso numero.

Perché questa confidenza

Confidenza alta perché tutti i dati di partenza vengono dall'autorità di regolazione, cioè da chi fissa le condizioni economiche del servizio tutelato, e sono stati incrociati su tre pagine diverse più il testo integrale di un comunicato. Non è massima per una ragione precisa: il prezzo per kWh comprensivo di tutto non è pubblicato come tale, e nasce da una divisione che facciamo noi fra la spesa annua ufficiale e il profilo di consumo ufficiale. L'aritmetica è verificabile e le due cifre sono entrambe citate, ma resta un passaggio nostro. Va inoltre ricordato che la cifra descrive l'utente tipo del servizio tutelato: chi è nel mercato libero paga condizioni contrattuali proprie, che possono stare sopra o sotto questo valore.

  1. Spesa annua di 591,86 euro per l'utente tipo vulnerabile nel periodo 1° ottobre 2025 - 30 settembre 2026

    Elettricità: Maggior Tutela +4,6% nel III trimestre 2026 per i clienti vulnerabili (si apre in una nuova scheda)

    ARERA — Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente · Autorità di regolazione · Verificato il 24 luglio 2026

    Comunicato del 25 giugno 2026 dell'autorità che fissa le condizioni economiche del servizio di Maggior Tutela. È da questa spesa annua, e dal profilo di consumo dichiarato dall'Autorità, che ricaviamo il prezzo per kWh comprensivo di tutte le voci. Il comunicato non pubblica direttamente un valore in centesimi al kWh: la divisione è nostra ed è dichiarata come tale.

    Autorevolezza5/5

  2. Definizione dei profili di consumo usati dall'Autorità: 2.000 e 2.700 kWh all'anno con 3 kW di potenza impegnata

    Aggiornamenti delle condizioni di tutela — elettricità (si apre in una nuova scheda)

    ARERA — Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente · Autorità di regolazione · Verificato il 24 luglio 2026

    Consultata per stabilire su quale consumo è calcolata la spesa annua pubblicata nei comunicati. Senza questo dato la divisione per ottenere il prezzo al kWh non sarebbe verificabile. Abbiamo usato il profilo da 2.000 kWh, che è quello a cui si riferiscono le cifre citate nei comunicati trimestrali.

    Autorevolezza5/5

  3. Componente energia del II trimestre 2026: 0,15837 euro/kWh in F1 e 0,15799 in F23, più quota fissa di 44,7311 euro l'anno, al netto delle imposte

    Valori delle componenti di vendita per il Servizio di maggior tutela (si apre in una nuova scheda)

    ARERA — Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente · Autorità di regolazione · Verificato il 24 luglio 2026

    È la voce che l'Autorità fissa direttamente, cioè il prezzo dell'energia in quanto tale. Serve per il confronto centrale della guida: quanto pesa l'energia e quanto pesa tutto il resto. I valori sono espressamente al netto delle imposte, e questo è il motivo per cui non vanno mai confrontati con il totale della bolletta.

    Autorevolezza5/5

  4. Nota che definisce l'utente tipo vulnerabile e spesa annua di 589,34 euro nel periodo 1° luglio 2025 - 30 giugno 2026

    Comunicato ARERA — aggiornamento Maggior Tutela II trimestre 2026 (si apre in una nuova scheda)

    Acquirente Unico · Fonte pubblica · Verificato il 24 luglio 2026

    Testo integrale del comunicato ARERA con le note a piè di pagina, dove si legge che si tratta di clienti con consumi di 2.000 kWh all'anno e potenza impegnata di 3 kW. Usato per il confronto con il trimestre precedente e per i 563,76 euro del periodo ancora anteriore, cioè per costruire onestamente il minimo della fascia.

    Autorevolezza4/5

Leggi la metodologia

Cronologia delle revisioni

Prima pubblicazione il 24 luglio 2026 con i dati del comunicato ARERA del 25 giugno 2026 sul terzo trimestre. Prezzo per kWh ricavato dividendo la spesa annua ufficiale per il profilo di consumo dichiarato dall'Autorità, con la divisione esplicitata nella metodologia.

24 luglio 2026
24 luglio 2026
5 ottobre 2026

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Verificato il lug 2026 · 3 fonti